Aquile San Martino

Ferrate nella storia: la ferrata delle Trincee al Padon

Ferrate nella storia: la ferrata delle Trincee al Padon

Data Inizio: 11/07/2013 8.00
Data Fine: 11/07/2013 18.00
Luogo: San Martino
Costo:

Ferrata delle Trincee

Percorso emozionante, adatto agli escursionisti esperti, dotati di buon allenamento fisico e in confidenza con i percorsi attrezzati esposti.
La “Via ferrata delle trincee” è piuttosto lunga e impegnativa fino alla fine: è quindi altamente sconsigliata nei giorni nebbiosi, perturbati o a rischio di temporali; meglio indossare pantaloni lunghi mentre è indispensabile la torcia elettrica per percorrere i tunnel in caverna che si trovano nella seconda parte del tracciato.
Non è molto facile trovare informazioni sulle attività belliche svoltesi sulla cresta della Mesola e della Mesolina (per intenderci meglio, prima e seconda parte del tracciato percorso). Quasi tutti i rapporti e le ricerche effettuate su questa porzione di fronte si concentrano sulla Marmolada, sulla città di ghiaccio che là venne costruita; oppure sulle vicende cruente che colpirono il vicino Col di Lana, con la sua “guerra di mine”.
Le creste della Mesola e della Mesolina fanno parte del gruppo montuoso del Padon; questa catena era un importante baluardo del fronte tirolese e come ricorda Heinz von Lichem “doveva sbarrare il passo agli italiani se la Marmolada avesse ceduto”. A Porta Vescovo, al posto dell’attuale funivia vi era in tempo di guerra una teleferica che riforniva le posizioni austriache attestate sulla cresta della Mesola. Gli austriaci non occupavano tutta la catena montuosa del Padon: sulla cresta della Mesolina si posizionarono infatti la truppe italiane. È questo il settore che offre maggiori testimonianze della Grande Guerra: qui le posizioni, le fortificazioni, le caverne scavate nella roccia dagli alpini sono numerosissime. Il manufatto di maggior interesse è di sicuro la lunga galleria (circa 300 metri) che sbuca nei pressi del bivacco Bontadini; la galleria ha molteplici diramazioni che portano a postazioni per mitragliatrici e osservatori verso il ghiacciaio della Marmolada: bellissime le scale in pietra che collegano le varie “stanze”.
La stessa zona del Bivacco Bontadini offre abbondanti tracce di posizioni, camminamenti, osservatori. Ernesto Bontadini fu colonnello degli alpini nella Grande Guerra e grande amante ed esperto della montagna: oltre ad essere ingegnere ed architetto fu accademico del CAI e fondatore della sezione CAI di Milano. Combattimenti tra le truppe dei due eserciti si svolsero nei prati sotto le creste, quelli del fantastico sentiero in quota che si percorre nel rientro a Porta Vescovo. Gli alpini, dopo alcuni inutili tentativi di sfondamento sulla cresta, cercarono di penetrare nelle linee nemiche attaccando dalle praterie sottostanti; ma furono bloccati dai reticolati e dalle mitragliatrici austriache, subendo perdite importanti. Un piccolo rilievo, a quota 2340 metri, fu ribattezzato “la collinetta della morte”.

http://www.trentinograndeguerra.it/context_tour.jsp?area=7&ID_LINK=103&id_context=574

 

 



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